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Cambodia 3D Trip continues…
aprile 20th, 2012 | by Anaglyphed



(No Ratings Yet)OK I “paused” the Cambodia/Bangkok anaglyph series for a few weeks, worse I didn’t even started with the most impressive one, the temples in Siem Reap. Now let’s see if I manage to go on creating the 3D pictures of the trip. New ones are coming.
In effetti ho messo in pausa la serie di anaglifi cambogiani per alcune settimane e il peccato è che non ho neanche iniziato la serie dei templi in Siem Reap. Ora spero di mantenere una certa costanza e ripartono le foto 3D, già ne ho preparate alcune nuove.
Travel to Cambodia and Bangkok
novembre 30th, 2011 | by Anaglyphed



(No Ratings Yet)Starting tomorrow, “1 anaglyph a day” about my recent travel to Cambodia and Bangkok.
Just a couple days in Bangkok while I spent two full weeks in Cambodia, the capital Phnom Penh and the wonderful Siem Reap and its temples area, Angkor Wat is probably the most famous and a lot of others temples of no less beauty and attraction, also considering that Angkow Wat is undergoing restoration.
So you will soon appreciate temple pics, bas-relieves, details, statues, etc. as if you’re there, standing right in front of them, thanks to your red-blue glasses.
I admit it wasn’t that easy to shot all the pics for 3D purposes, especially encountering groups of tourists, you know how it works for them: every single tourist wants his/her picture standing right near the attraction. About this, I’m also very disappointed by the organisation of the site who has built some sort of stages and wooden daises to ease the shooting of these souvenir photos in a couple of ‘hot spots” (e.g. tangled roots and rubble), horrible! I will show you a photo I took, just to document how they spoil the vision.
Lots of extra time spent compared to a simple, single photo shot, I just hope you will appreciate the effort and enjoy the anaglyphs.
Parte oggi, al ritmo di “1 anaglifo al giorno”, la serie basata sulle foto scattate durante il mio recentissimo (tornato l’altroieri) viaggio in Cambogia e Bangkok.
Solo un paio di giorni a Bangkok e due settimane in Cambogia , nella capitale Phnom Penh e la splendida Siem Reap e la sua zona dei templi tra cui Angkor Wat è probabilmente il più noto e tanti altri templi minori, sicuramente non meno interessanti e attraenti, calcolando oltretutto che Angkor Wat è purtroppo -da mesi- sotto restauro in alcune parti.
Quindi comincerete ad apprezzare immagini dei templi, bassorilievi, particolari, statue, etc. come se foste lì davanti, sempre grazie ai vostri occhialetti rosso-blu.
Non è stato né facile né poco faticoso, star lì ad eseguire gli scatti necessari alle foto 3D, specialmente quando ti trovi circondato da comitive di turisti in tour organizzati (giapponesi i più temibili, non me ne vogliano), sapete come funziona no? Iniziano i soliti cicli infiniti di pose proprio di fianco all’attrazione. A proposito, qui condanno anche i responsabili dei siti che in alcuni ‘punti caldi’ dei templi, soprattutto i famosi alberi e radici aggrovigliate alle mura, hanno fatto costruire degli orrendi palchi e pedane in legno per agevolare la foto proprio accanto alle radici deturpando la visione d’insieme dell’attrazione stessa; ci son rimasto veramente male (vi mostrerò la foto).
Comunque, un sacco di tempo extra per riuscire a scattarne il più possibile 3D, parecchio rispetto ad una classica singola foto ricordo; spero solo che apprezzerete lo sforzo, che vi piacciano gli anaglifi e buona visione!
Google Maps Street View in 3D mode
marzo 23rd, 2011 | by Anaglyphed



(No Ratings Yet)Did you know that Google maps features a “3D mode” to view the street in anaglyph three dimensions with red-cyan glasses?
Activate 3D mode by right-clicking on the street-view area and choose “3D mode”.
You will soon discover that something is not showing properly in 3D: trees, people, cars, pillars, posts… they all look pretty flat!
Unfortunately it’s a “fake” anaglyph, it’s just a digital post-processing effect where volumes in 3D are based on the data that google has about buildings in cities, probably the same dataset that allows the rendering of 3d objects in Google Earth or other map-related applications. In image 1 a recent implementation in Google Maps of such 3D information on the volumes of buildings. In image 2 a simple test to prove that the anaglyph is based on 3d info of buildings: as you can see the mass of the truck in the foreground is totally flattened as if it’s projected on the ground.
Probably the fake anaglyph of 3D mode is obtained by applying the 360° images as “textures” on the 3d boxes of buildings or even more likely (and simpler) by shifting the red channel of the image depending on the 3d volumes: the nearer the object the more the off-set of the red channel. In fact when there’s no 3d info the image is normal.

1

2
Sapevi che Google maps ha una modalità 3D per visualizzare le strade come anaglifi per occhiali 3D rosso-ciano?
Per attivare la modalità fai clic destro sull’area di street view e scegli “3D mode”.
Ti basterà poco per scoprire che qualcosa non appare proprio come dovrebbe, anzi: alberi, passanti, auto, colonne, cartelli, pali… tutti appaiono piuttosto… piatti! Come fossero “spalmati”, proiettati sui muri o sul marciapiede.
Purtroppo sono “falsi” anaglifi, si tratta di un effetto grafico tramite il quale i volumi 3D sono basati su dati che Google ha sui palazzi e costruzioni principali nelle città, probabilmente la stessa sorgente dati che permette la rappresentazione vettoriale in tre dimensioni (semplice) di oggetti in Google Earth o altre applicazioni di mappe. Nella figura 1 una recente implementazione in Google Maps di queste o simili informazioni 3D dei volumi dei palazzi ed elevazioni (New York e poche altre al momento). Nella figura 2 un semplice test d’inquadratura che evidenzia che l’anaglifo è dedotto dall’incrocio delle immagini e informazioni 3D dei palazzi: come puoi vedere la mole del camion in primo piano è totalmente ignorata e completamente piatta come se fosse una proiezione sull’asfalto della strada.
Ragionando sulla proiezione, si potrebbe pensare che il finto anaglifo possa essere ottenuto applicando le immagini (a 360°) come fossero “texture” sui volumi 3D dei palazzi… ma con maggiore probabilità il trucco è ancora più semplice: sfalzare il ‘channel’ del colore Rosso (distaccandolo quindi dal verde e blu che assieme forniscono la versione Ciano dell’immagine) a seconda della profondità dei volumi incontrati: più vicino è l’oggetto/volume, maggiore sarà lo sfasamento laterale (off-set) del rosso. Infatti in corrispondenza di alcune aree non s’incontra un volume l’immagine è normale, senza sfasamento tipico degli anaglifi.
How-to-3D 2: Montaggio foto per anaglifi
febbraio 10th, 2011 | by Anaglyphed



(No Ratings Yet)Guida a come realizzare da soli immagini stereoscopiche, 3D ovvero Anaglifi (Parte II)
Una volta scattate le due foto come spiegato nella parte I, si passa al montaggio: la composizione o sovrapposizione dei due scatti in modo da creare la nostra immagine 3D, ovviamente il tutto in digitale.
Per praticità chiamiamo “sx” la foto ottenuta dal primo scatto, quello che simula l’occhio sinistro e “dx” il secondo, scattato 10-20cm più sulla destra rispetto a sx.
Proviamo a trattare genericamente i passi pratici da compiere per il montaggio delle due foto senza scendere nei particolari di un programma di grafica, rimandando gli step specifici ad appositi link (ad es. per GIMP2 o Photoshop).
Apriamo il nostro programma di grafica, che lavora su “Livelli” (o “Layers”, non come il vecchio MS Paint per windows a livello unico, per capirci) su un’immagine nuova:
aggiungiamo un nuovo livello e ci mettiamo la foto sx;
aggiungiamo un ulteriore livello e ci mettiamo la foto dx, che si troverà quindi “sopra” il livello sx;
dimezziamo l’opacità del livello sx che rivelerà in trasparenza il livello dx, utile per un’eventuale correzione dell’allineamento dei due scatti (riportare l’opacità al 100% a fine allineamento);
(lavoriamo sui “canali” del colore, es. sul menu di GIMP2: Colori > Livelli… > Canale: ) alteriamo i colori del livello sx, azzerando i canali verde e blu (rimane solo il rosso);
alteriamo i colori del livello dx, azzerando solo il Canale rosso (rimangono verde e blu che assieme rendono l’immagine celestina o più precisamente di color ciano, in inglese cyan);
modifichiamo la “modalità di fusione” del livello dx da “Normale” a “Schermo” (o Screen, attenzione che GIMP2 ha anche Scherma, da non confondere).
Una volta applicato quest’ultimo passo le due immagini, sx rosso, dx ciano vengono fuse assieme. L’immagine è quindi pronta per essere “esportata” nel formato desiderato.
Una nota riguardo la qualità e compressione JPEG (jpg): purtroppo proprio il rosso viene particolarmente rovinato da una eccessiva (o anche media) compressione, è quindi preferibile tenere il livello di compressione basso (qualità alta) altrimenti guardando l’immagine con gli occhialetti rosso/ciano si noteranno nei contorni dei soggetti sfumature che dovrebbero essere azzerate dalla lente del colore opposto. Eh! non è facile da spiegare, ad esempio se chiudo l’occhio dietro la lente color ciano, con l’occhio che vede attraverso la lente rossa non dovrei vedere sfumature e silhouette dello scatto sx rosso, tutte le forme rosse devono essere “annullate” dalla lente rossa. Se la compressione mi rovina i contorni rossi (tipicamente quadrettando, annacquando e scurendoli sul tono marrone) con la lente rossa invece di annullare i contorni rossi vedrò questi accenni di silhouette. Poi più compressione c’è più saranno accentuati i contorni rovinati, sempre più visibili da entrambe le lenti (e questo ovviamente vanifica l’effetto stereoscopico).
How-to-3D 1: Scattare foto per anaglifi
febbraio 1st, 2011 | by Anaglyphed



(No Ratings Yet)Guida a come realizzare da soli immagini stereoscopiche, 3D ovvero Anaglifi (Parte I)
Abbiamo tutti una fotocamera digitale, meglio ancora sul cellulare o smartphone. Meglio più che altro per praticità per non andar in giro con una fotocamera che, per quanto ormai di dimensioni ridotte, non abbiamo sempre con noi. Mentre il telefonino è sempre lì pronto a catturare in 3D un angolo della città, un oggetto, un paesaggio, al parco, qualsiasi scena ci ispiri e vi assicuro che una volta presa la passione e capito cosa “rende bene” in una immagine stereoscopica non vi lascerete sfuggire occasioni, spunti. Nella guida non coinvogliamo altri strumenti particolari, come cavalletti ed altro, solo voi stessi e la fotocamera (per genericità chiamerò di seguito in questo modo sia l’eventuale macchinetta digitale, cellurare o smartphone).
Fondamentalmente dobbiamo scattare due foto, molto simili tra loro, che puntano lo stesso soggetto o un punto preciso di una scena, scattate ad una certa distanza laterale (mediamente 10-20 cm). Questa distanza sta a simulare la distanza tra i nostri occhi, quindi dovrebbe essere sempre piuttosto contenuta per rendere l’anaglifo realistico ma in caso di paesaggi è consigliabile aumentare la distanza laterale tra i due scatti, anche fino a 50 cm per spazi molto ampi, evitando però elementi troppo vicini che renderebbero l’immagine molto fastidiosa.
Due scatti, consiglio: il primo a simulare l’occhio sinistro e il secondo quello destro, quindi “primo scatto, spostamento laterale a destra e secondo scatto”. Lo ‘scivolamento laterale’ è importantissimo per la buona riuscita: dobbiamo assolutamente limitare al minimo la rotazione, pendenze e inclinazioni in altre direzioni dell’obiettivo, l’unico leggero cambio di direzione deve essere quello che permette di “puntare” un soggetto (immaginiamo gli occhi che convergono lo sguardo sull’oggetto che si sta osservando). Questo sempre nel caso di soggetti relativamente vicini all’obiettivo altrimenti per un paesaggio si consiglia di mantenere l’obiettivo dritto in avanti, tra uno scatto e l’altro traslare lateralmente la fotocamera senza badare a convergere, simulando quindi gli occhi che guardano lontano a direzione parallela. Possibilmente, conviene sempre sfruttare un piano qualsiasi (balaustra, parapetto, etc…) dove a questo punto più che controllare nel display si può anche scattare quasi alla cieca, gestendo lo spostamento sul ripiano. Cosa poco fattibile invece coi sottili cellulari, ma si possono sempre sfruttare parapetti e simili poggiando i gomiti (ma vabè, qui entriamo sui gusti personali come ci viene comodo per mantenere una certa inquadratura orizzontale e uniforme in assenza di cavalletto).
Scattiamo quindi la prima foto, aspettiamo immobili eventuali tempi di elaborazione e appena il display ci mostra l’immagine spostiamoci lateralmente, magari facendo gioco sulle gambe (consiglio di spostare il peso del corpo sulla gamba sinistra, scattare e slittare sulla gamba destra per il secondo scatto).
Oltre alla posizione e direzioni, identifichiamo il punto e la situazione migliore per scattare la foto, quello che appunto renderà bene in 3d.
Evitiamo:
- oggetti troppo vicini e sfondi troppo distanti;
- luoghi affollati, strade trafficate;
- cieli con nuvole e vegetazione quando c’è vento;
- fonti di luce coperte in uno dei due scatti;
Alcuni scatti “d’effetto” potrebbero sfruttare proprio la sporgenza di oggetti ravvicinati. Ma vi assicuro che un paesaggio lontano sullo sfondo e che occupa gran parte dell’inquadratura con un oggetto troppo vicino, es. una fronda d’albero o un vaso… non è la scelta migliore.
I punti 2. e 3. dipendono dal fatto che a differenza di altre apparecchiature stereoscopiche a scatto singolo, nel nostro caso abbiamo un obiettivo di fotocamera che si sposta nello spazio e scatta in due punti in tempi diversi. Quindi nel tempo che intercorre tra uno scatto e l’altro, i soggetti in movimento appariranno in posizioni diverse nelle due immagini da sovrapporre e questo comporta un problema che rovina la nostra foto 3D e in alcuni casi, meno evidenti, crea anche “anomalie”: ad esempio il vento può muovere la vegetazione in modo tale da far risultare nell’immagine finale foglie e rami più vicini e sporgenti di quel che sono o con bizarre anomalie.
Problema più frequente sono proprio le nuvole in movimento, un classico. Questo oltretutto ci porta ad affrettare lo spostamento tra i due scatti con conseguente imprecisione dell’inquadratura.
Alcuni di questi dettagli possono essere risolti con il ritocco digitale delle immagini ma in molti casi (soprattutto troppa rotazione tra le due inquadrature in scene con prospettive ravvicinate) si può far ben poco, se non: a) apprendere dall’errore commesso cercando di non ripeterlo, b) ritoccare e applicare rotazioni correttive per quanto possibile, ma l’immagine finale avrà sempre qualcosa che “non torna” o -peggio- risultare fastidiosa per gli occhi.
(Continua a leggere la Parte II sul montaggio delle foto per creare l’effetto 3D)



